Gli aerofoni a sacco sono strumenti le cui origini si perdono nei millenni e,probabilmente, arrivarono in Europa dall'oriente. Possiamo, a livello generale,individuare due grandi famiglie in cui si dividono questi strumenti: le zampogne e le cornamuse. Le zampogne, diffuse nell'area meridionale del mediterraneo, sono strumenti in grado di produrre una "sinfonìa" mediante l'uso di due o più canne del canto (vd seguito). Le cornamuse sono una categoria residuale che raccoglie i restanti tipi di strumento a sacco. L'etimologia deriva dal latino "musa" che sta a significare "canto, melodìa" e "corno" che indica genericamente un tubo sonoro. Storia delle cornamuse: Le prime notizie precise sulla forma e le dimensioni delle cornamuse giungono attorno al XI° secolo e, possiamo affermare che, fino al 1500, gli strumenti erano costruiti in maniera simile in ogni parte d'Europa e non subirono sostanziali modifiche. Dal rinascimento in poi, invece, ogni paese ne sviluppò diverse varianti, oggi ve ne sono a centinaia,ma qui trattiamo dello strumento usato nel medioevo. Le fonti iconografiche abbondano, come le descrizioni su trattati di musica. La cornamusa, data la sua possibilità di produrre più suoni, aveva un grande successo sia nell'ambiente contadino che in quello di corte, sia nell'ambiente religioso che in quello militare e popolare. Quasi a dimostrare la sua plurivalenza era raffigurata suonata sia dagli angeli che dagli scheletri delle danze macabre. Morfologia e funzionamento
La cornamusa è provvista di un sacco (a) che funge da serbatoio d'aria, alimentato da una cannuccia (b) nella quale il suonatore insuffla il fiato. Dal sacco escono tre canne: canna del canto (detta anche diana) (c): del tutto simile ad una bombarda, è uno strumento che, mediante la vibrazione di un'ancia doppia, produce la melodia. Ha sette fori davanti più uno o due sul retro, chiusi dai pollici. Può produrre un'ottava completa di cromatismi. pedale d'organo basso (d): è una canna che, mediante la vibrazione di una linguetta lignea dovuta alla pressione del fiato, produce una nota fissa e costante. Tale nota corrisponde alla tonica della canna del canto sebbene sia di due ottave più grave. pedale d'organo tenore (e): si tratta di un bordone aggiuntivo, non sempre presente e del tutto simile a quello basso ma più acuto di un'ottava. Come suonavano Normalmente era accompagnata da una bombarda, antenata dell'oboe, con la quale suonava danze o canzoni secondo la tecnica del canto e discanto. I due strumenti si alternavano ripetendo l'uno la strofa suonata dall'altro. Modelli di cornamusa medievale Sebbene gli strumenti si siano trasformati nei secoli è necessario ricordare che, in alcune regioni, le cornamuse sono rimaste esattamente identiche alla loro forma originaria medioevale. Ciò vale per le gaite spagnole, le pive del nord italia ed i biniou bretoni ed alcuni modelli dell'area germano-ungarica. Qui a fianco una tarsia realizzata da fra' Giovanni da Verona per la chiesa veronese di Santa Maria in Organo nei primi del XVI secolo.
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