LA CHIESA DELLE SANTE TEUTERIA E TOSCA di Fabio Sansoni Questa chiesetta, sconosciuta alla maggior parte dei turisti che visitano la città di Verona, ed anche a moltissimi residenti, è parzialmente incorporata nell’antica chiesa dei Santissimi Apostoli ed è considerata da alcuni studiosi una tra le più antiche del Veneto. La chiesa delle sante Teuteria e Tosca è molto piccola, ma decisamente suggestiva e interessante. Edificata nel V secolo d.C. ( consacrata nel 751 per opera del vescovo di Verona Annone), si erge sopra uno di quei cimiteri di epoca romana che erano molto frequenti lungo l'antica via Postumia (l'attuale Corso Cavour), al tempo una delle principali vie di accesso all'urbe. La chiesa dei Santi Apostoli, come quella delle Sante Teuteria e Tosca e quella di San Lorenzo, è sorta lunga la strada romana che partendo dal Foro varcava la cinta muraria alla porta Galliena, divenuta poi porta Borsari, e procedeva verso sud attraverso l’arco dei Gavi.
Probabilmente in origine si trattava di sepolcro romano, nel corso dei secoli il tempio subì numerose trasformazioni, e solamente grazie ai lavori di ripristino effettuati in questi anni possiamo apprezzarne la primitiva suggestione. Inizialmente era un edifico a croce greca con la parte centrale sopraelevata, e prese le attuali forme nel trecento, quando venne "privatizzata" e destinata a cappella sepolcrale della potente famiglia Bevilacqua. Nel corso dei secoli l’edificio fu parzialmente interrato, così che l’impianto a croce greca venne trasformato a pianta quadrata e nel XVI secolo si aprì una porta in tufo sul fianco settentrionale. Sono invece settecentesche le finestre ovali in corrispondenza delle due tombe Bevilacqua. Alla chiesetta si accede attraverso la sacrestia dei Santi Apostoli oppure entrando dalla porticina laterale sopra menzionata. Scesi alcuni gradini, ci si trova di fronte l’altare in marmo rosso su cui c’è la “tomba delle sante”, sorrette da quattro piccole colonne poggiate su pilastrini quadrati risalente al 1160. Le sculture sull’arca mostrano la Vergine in trono venerata da San Procolo e dalle S.S Teuteria e Tosca. A destra dell’altare c’è la tomba di Francesco Bevilacqua, soldato e consigliere personale di Cangrande II della Scala, originario di Ala (Trento) e proprietario dei terreni e della chiesetta delle SS. Teuteria e Tosca e quindi ivi sepolto nel 1368. Si tratta di un’arca funebre di marmo sormontata dalla statua giacente del nobile cavaliere scaligero. Opera probabilmente del maestro Bonino da Campione o della sua scuola (vedi Da Lisca), lo stesso grande scultore che pose la firma all’arca di Cansignorio (1370-1375). Sulla sinistra dell’arca è scolpito nel marmo rosa lo stemma gentilizio dei Bevilacqua, un’ ala spiegata in campo rosso, che si ripete anche sul lato breve sotto ai piedi della statua. Sulla destra compare il cimiero, un importante testimonianza araldica dell’amicizia e fiducia che esisteva tra Scaligeri e Bevilacqua: il cimiero di Francesco porta in capo due cani (mastini scaligeri) che reggono un’ala spiegata. Al centro del lato frontale dell’arca un tempo si trovava la Pietà, una preziosa scultura che ricorda altre simili già utilizzate come ad esempio per l’arca di Cangrande I. Oggi la vediamo staccata dal sarcofago e murata nella parete al di sopra del sepolcro. Al suo posto è stato applicato un cimiero del XV secolo. Di fronte alla tomba di Francesco Bevilacqua c’è quella di Gianfrancesco, Antonio e Gregorio Bevilacqua, recante tre scomparti nei quali sono scolpite la Fede, la Speranza e la Carità. Il fonte battesimale centrale è sorretto da un piedistallo a tre delfini incrociati, in stile rinascimentale, e da una conca moderna. In un angolo è situata la grande vasca battesimale del XIII sec. ricavata da un unico blocco di marmo, nella quale si ritiene sia stata battezzata la beata Maddalena di Canossa. Tra storia e leggenda
Secondo il racconto del vescovo di Verona Valier, scritto nel XVI secolo, Teuteria era nata da una nobile famiglia anglosassone intorno al VII secolo. La bella Teuteria, figlia del re d’Inghilterra, era insidiata dal re pagano Osvaldo, e così per sfuggire alle brame del re cercò rifugio a Verona presso Tosca, sorella del vescovo Procolo. Quest’ultima si era ritirata in solitudine dentro una grotta la cui apertura era difesa, per volontà divina, da ragnatele forti come sbarre, che protessero le giovani donne dalle molestie di Osvaldo. Teuteria e Tosca vissero assieme fino alla morte. Osvaldo, pentitosi, si convertì al cristianesimo e venne a sua volta santificato. Santa Tosca , vergine eremita presso Verona, come santa Teuteria, e sono commemorate rispettivamente il 10 luglio e il 5 maggio (oggi unificate al 5 maggio). tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_delle_Sante_Teuteria_e_Tosca http://www.verona.net/it/monumenti/chiesa_sante_teuteria_e_tosca.html guida della città di Verona
|