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Santa Anastasia e San Giorgetto |
San Pietro Martire meglio conosciuta come la chiesa di San Giorgetto San Giorgetto dei Domenicani venne eretto tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo pochi anni prima dell'inizio dei lavori per la costruzione dell’adiacente basilica Sant'Anastasia. Assunse il nome di San Pietro Martire nel 1424, quando fu affidata alla confraternita omonima. Nel 1807 passò in proprietà al Comune di Verona. Significativi esempi della scultura trecentesca sono il monumento funebre di Bavarino de'Crescenzi (1346) sulla facciata, l'arca di Guglielmo di Castelbarco (1321), ritenuta il prototipo delle arche degli Scaligeri, sulla sommità dell'arco che dava accesso al convento dei Domenicani e le tre arche addossate all'esterno della facciata posteriore.
Interventi posteriori di alcuni decenni hanno comportato la stesura di un nuovo strato di intonaco. Motivo conduttore è ora la raffigurazione di un cavaliere inginocchiato presentato alla Madonna col Bambino da alcuni santi tra cui ricorre San Giorgio. Sopra l'altare vi sono una Crocifissione, l'Adorazione dei Magi, il Miracolo di Bolsena e San Giorgio e la Principessa, affreschi staccati databili alla metà del Trecento e riferibili all'ambito di Turone. Due riquadri sul lato sinistro della controfacciata, di recente restaurata, sono opera di Bartolomeo Badile (notizie tra il 1326 e il 1389), la cui firma compare sotto la Madonna col Bambino riceve l'omaggio del committente presentato da San Giorgio e da una Santa. Del 1514 è l'Annunciazione, dipinta ad affresco da Giovanni Maria Falconetto nella parte superiore della parete orientale.
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