Il castello di Ponti sul Mincio e gli Scaligeri Giunti in prossimità del paese di Ponti sul Mincio è impossibile non vedere la grande costruzione medioevale che domina l’abitato e che si estende su un’altura proprio in centro storico. Sulle origini della sua costruzione e sulla storia della sua funzione strategico-militare vi sono varie teorie. La maggior parte delle fonti fa risalire la costruzione del castello al periodo di Mastino I della Scala, proprio negli anni in cui lo scaligero stava prendendo il potere a Verona dando inizio alla signoria. Secondo queste teorie viene presa come data di riferimento l’anno 1271. Altre teorie datano la costruzione del castello di Ponti ad epoche antecedenti e sostengono che la sua prima edificazione risale al XII secolo. Sta di fatto che tutte le fonti scritte che oggi conosciamo non confermano l’esistenza di un vero e proprio castello nel XII secolo*. Tornando alla teoria di una costruzione fortificata scaligera potremmo supporre che il castello sia stato edificato tra il 1260 e il 1276. Leonardino della Scala, detto Mastino, appartenente ad una famiglia di origine mercantile e strettamente legata alla proprietà terriera (vedi articolo su Mastino I della Scala) giunge al potere in Verona e viene nominato Capitano del Popolo. Ponti quindi, essendo un paese appartenente ai territori scaligeri, rientrava nel piano strategico per la difesa militare dei territori a sud, vero Mantova. A mio personale giudizio non credo che il castello di Ponti sia stato edificato sin da subito con la forma che oggi possiamo ammirare, ma sia il frutto di anni di rafforzamenti e modifiche, operazioni di ampliamento che andarono avanti sino all’arrivo dei Veneziani nel XV secolo. Ponti era un punto assai importante per la difesa dei territori del “basso lago di Garda”. Questo paese, data la sua ubicazione geografica, poteva controllare gli spostamenti sull’importante via fluviale del Mincio, il suo attraversamento (i ponti che hanno dato il nome al paese) e quindi i traffici tra l’area veneta e quella lombarda. In oltre poteva tener sotto controllo anche le vie di comunicazioni provenienti dal mantovano anche se questo era un ruolo meno importante in quanto gli scaligeri avevano in quella zona anche Monzambano e Castellaro (anni dopo anche Valeggio) come borghi fortificati.
Il castello Il castello si estende e circonda, con andamento irregolare ed allungato, la sommità di una bassa collina, mediante un recinto intervallato da quattro torri scudate (vedi articolo sui castelli scaligeri). Oltre al recinto e alle torri si trova anche un alto mastio principale situato presso l’antica porta di accesso che è rivolta verso il corso del fiume Mincio. Una delle quattro torri perimetrali risulta oggi decisamente alterata rispetto al probabile disegno originale in quanto è stata innalzata e rinforzata con un muro di spessore e materiali differenti dal resto della cinta antica. L’aspetto finale è quello di una torre campanaria, oggi provvista di orologio verso l’abitato, che la fa sembrare una specie di secondo mastio dalle dimensioni più contenute. Questa modifica è stata dettata da criteri militari in quanto probabilmente era necessaria una seconda torre di media altezza rivolta verso l’abitato che fosse a servizio del paese avendo funzione di torre di avvistamento e segnalazione in caso di invasione nemica. Le atre torri sono le tipiche torri scudate scaligere, un ripiegamento verso l’esterno delle cortine (muro di cinta). Torri a tre lati, con il quarto lato, quello interno, completamente aperto e vulnerabile dall’interno del recinto. (a breve seguirà seconda parte dell’articolo)
*Testo di riferimento: “Ponti sul Mincio” di Raffaele Agostini, Sometti editore, Mantova, 2004. In preparazione, tornate a visitarci ....
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