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17/08/2008
Nella Nella Gallery aggiunte le immagini della gita organizzata a Castel Beseno.
11/08/2008
Aggiunte nuove foto nella pagina di Lonato e le foto di Mantova Medievale 2008 nella gallery.
 

Marostica

 

Mura scaligere castello superiore di Marostica

 

 

MAROSTICA nella seconda metà del XIII secolo.

Per un breve periodo (1259-1266) Marostica fa parte del Comune di Vicenza; risale a questi anni un famoso documento (1262) che contiene l'elenco delle fortezze e dei castelli appartenenti a Vicenza*.
L'elenco conferma l'esistenza a Marostica di torri sul Pauso, sul Pausolino e sull'Agù ma parla anche di un «castrum» con una torre «zironata», sito probabilmente nella zona dove attualmente sono ubicati la chiesa ed il campanile di S. Antonio Abate.
Il dominio padovano inizia nel 1266 quando Vicenza passa sotto la «custodia» padovana.
L'asservimento di Vicenza e Marostica a Padova venne stroncato ai primi del XIV sec. dall'espansionismo scaligero.


GLI SCALIGERI da Cangrande ad Antonio della Scala (1311-1387)


Alcuni storici non sono completamente concordi sul fatto che sia da attribuire completamente a Cangrande l’incastellamento di Marostica (in particolare il castello inferiore) in quanto è noto che il potente signore veronese non era solito costruire «ex novo» castelli e fortificazioni, ma preferiva riedificare o ristrutturare quelli già esistenti e solo se erano situati in posizione strategica per la difesa dei domini scaligeri. In effetti, come abbiamo già detto, a Marostica esisteva già un «castrum», una fortificazione che all’inizio del 1300 permise agli abitanti di resistere all’assedio dei nemici padovani.
*Il registro possessionum Comunis Vicentie, redatto nel 1260 c.ca, presenta chiaramente la situazione marosticense descrivendo un castello con torri e un palazzo: due torri da battaglia, una sul monte Pauso e una sul Pausolino, una torricella, un borgo ai piedi del monte e sotto il castello al quale era unito, ma senza una muraglia di recinzione unica. Tra la fine del XIII e il primo decennio del XIV secolo la città di Marostica ebbe un significativo incremento della popolazione che determinò un ampliamento del borgo.
È il periodo in cui Marostica e Vicenza, ad eccezione di Bassano, passano sotto la dominazione dei Della Scala, Signori di Verona, un periodo di relativo benessere e sviluppo economico.

Ai tempi del più famoso degli Scaligeri, il giovane condottiero Canfrancesco  detto Cangrande, conquistatore di Vicenza (siamo negl’anni 1312 e successivi),risalgono le  fortificazioni basiche delle due costruzioni civili e militari più significative della città: il Castello Inferiore, detto anche Castello Da Basso, (è probabile che sia stato inizialmente costruito solo il Mastio in quanto il Castello-recinto apparterebbe ai tempi di Mastino II) e la riedificazione di buona parte del Castello Superiore.

Le mura, con i suggestivi rivellini e torrioni, sono posteriori alla costruzione dei due Castelli: vennero iniziate da Cansignorio il 1 marzo 1372, come ci tramanda Conforto da Costozza, un cronista del tempo.
Di età tardo-scaligera, e precisamente del 1383, è la Chiesa di S. Antonio Abate, che, alle origini, aveva dimensioni di semplice cappella e che probabilmente fu edificata utilizzando parte di una torre scaligera fatta edificare da Cangrande.
Con gli Scaligeri, Marostica assume il volto attuale di città murata, fortificata in modo possente, razionale ed ordinato.
Con gli Scaligeri, dunque, Marostica assume l`attuale volto di cittadella murata, che conserverà anche durante i secoli di dominio veneziano, iniziato nel 1404.


------------------------le fortificazioni scaligere -------------------------------------------


La "Rocca" (o "Castello superiore") edificato sul monte Pausolino (altitudine metri 256) è collegata con una cerchia di mura al Castello da Basso (metri 102).
La "Rocca" è un'importante fortezza concepita come unità a sé stante, con 2 cortili e 2 pozzi. Era Abitazione del Castellano e sede di guarnigione. Certo riattata dagli Ezzelini, fu ampliata da Cangrande della Scala. In qualche struttura sono evidenti le costruzioni successive; la porta all'attacco di levante delle mura fu evidentemente costruita con queste.
Il "Castello da Basso" è un quadrilatero di circa m. 40 di lato, con loggiati sul cortile, pozzo e mastio potente (una forma tipica delle fortezze scaligere ossia una cortina più o meno quadrata con quattro torri scudate, un mastio robusto e un fossato abbastanza largo che circonda il perimetro).
La costruzione fu iniziata sotto il dominio di Cangrande subito dopo l'occupazione scaligera, ma venne terminata al tempo di Cansignorio della Scala.  In effetti questo castello non aveva l’aspetto tipico di una fortezza ma assomigliava di più ad un palazzo pretorio. Lo fanno pensare il ridotto spessore delle mura, una certa cura delle decorazioni e le sale interne molto ampie e accoglienti. Dopo la rovina della "Rocca" vi risedettero i Podestà Veneti. Vari adattamenti vennero allora effettuati, perché in origine doveva solo essere sede di un forte presidio. Manomissioni gravissime e inconsulte avvennero sotto la dominazione austriaca. Venne ripristinato nel 1935 a cura della Sopraintendenza di Venezia con il consolidamento della "Rocca" e delle "Mura".
La cerchia delle mura, iniziata sotto Cansignorio nel 1372, racchiude una parte del monte a protezione dell’abitato e si sviluppa per quasi 2 chilometri inerpicandosi fino al castello superiore. Le mura di sezione tronco-piramidale (con la parte interrata più larga della sommità della parete) sono spesse, alla base, circa 2 metri ed alte circa 8/10 e portano ancora tracce del lungo camminamento di ronda. Oltre ai grandi torrioni (di Porta Bassano e Porta Breganze) si contano altre 20 torriccelle, aperte dal lato interno, alcune delle quali ridotte ad abitazione. Un fossato accompagnava il perimetro di questa recinzione di pietra ed era alimentato dalle acque di un fiumiciattolo. Non è però provato che gli Scaligeri abbiano condotto a termine l’intera opera della cinta muraria, o se questa sia proseguita sotto i Visconti e ultimata dai Veneziani.


Riferimenti:
A. Morsoletto, Castelli, città murate, torri e fortificazioni scaligere del territorio vicentino su “gli scaligeri 1277-1387”, Mondadori.
http://www.comune.marostica.vi.it

 

LA PARTITA A SCACCHI più famosa d'Italia
La vicenda della Partita risale al 1454 quando Marostica era una delle fedelissime della Repubblica Veneta.
Avvenne che due nobili guerrieri Rinaldo d'Angarano e Vieri da Vallonara, si innamorarono contemporaneamente della bella Lionora, figlia di Taddeo Parisio Castellano di Marostica e, come era costume di quei tempi, si sfidarono in un cruento duello.

Ma il Castellano, che non voleva inimicarsi alcuno dei due calorosissimi giovani e perderli in duello, proibì lo scontro rifacendosi anche ad un editto di Cangrande della Scala, e decise perciò, che Lionora sarebbe andata sposa a quello dei rivali che avesse vinto una partita al nobile gioco degli scacchi: lo sconfitto sarebbe diventato lo stesso suo parente sposando Oldrada, sua sorella minore.

L'incontro si sarebbe svolto in un giorno di festa nella piazza del Castello da Basso, a pezzi grandi e vivi, armati e segnati delle nobili insegne dei bianchi e neri in presenza del Castellano, della sua nobile figlia, dei Signori di Angarano e di Vallonara, dei nobili e del popolo tutto. Decise anche che la disfida fosse onorata da una mostra in campo di uomini d'arme, fanti e cavalieri e fuochi e luminarie e danze e suoni.
Ecco dunque scendere in campo gli armati: arceri, balestrieri ed alabardieri, fanti schiavoni e cavalieri, il Castellano, la sua nobile corte con Lionora trepidante perchè segretamente innamorata di uno dei due contendenti, la fedele nutrice, dame, gentiluomini, l'araldo, il capitano d'armi, falconieri, paggi e damigelle, vessilliferi, musici, massere e borghigiani e poi ancora i bianchi e i neri con Re e Regine, torri e cavalieri, alfieri e pedoni e due contendenti che ordinano le mosse; tripudio infine con fuochi e luminarie secondo l'ordine del castellano.

E così oggi tutto si ripete come la prima volta, in una cornice di costumi fastosi, di corteggi pittoreschi, di gonfaloni multicolori, di marziali parate, di squisita eleganza e su tutto domina una nota di singolare gentilezza cui si è ispirata la rivocazione e questa torna a rivivere oggi quasi per miracolo di fantasia.

I comandi alle milizie vengono ancora oggi impartiti nella lingua della "Serenissima Repubblica di Venezia".

Lo spettacolo, con oltre 550 figuranti, dura circa 2 ore.

http://www.marosticascacchi.it/

 


Sirmione | Peschiera del Garda | Lazise | Malcesine | Soave | Torri del Benaco

La lista completa di tutte le città (borghi e villaggi) che hanno avuto un'importanza storica durante la signoria scaligera quì sotto riportata è in continuo aggiornamento.

 

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