Il castello di Malcesine di Fabio Carlo Sansoni Non si conoscono le date precise della fondazione del castello di Malcesine poiché non sono mai state trovate mappe o disegni che ne descrivono la forma e l’evoluzione dell’architettura nei secoli antecedenti alla dominazione scaligera. Ciò nonostante vi sono alcuni testi antichi nei quali emerge che il suo ruolo fu in principio quello di cinta muraria eretta per dare rifugio alle popolazioni di contadini e pescatori ed in seguito divenne una fortezza a presidio del territorio gardesano. Di certo Malcesine era già una località abitata fin dall’età romana, ma le prime costruzioni fortificate si devono ai Longobardi i quali elessero la cima dell’enorme scoglio a picco sulle acque del lago Benaco. Questa prima costruzione della rocca di Malcesine fu probabilmente distrutta dai Franchi nel 590 d.C ; in quel periodo le fortificazioni principali del Benaco si trovavano in corrispondenza del paese di Garda che, a quel tempo, era un importante centro culturale e di scambio commerciale. Nel 774 d.C l’abitato di Malcesine passò sotto la dominazione di Carlo Magno che, quasi certamente, ordinò la costruzione del maniero. Un successivo potenziamento delle opere di difesa del castello e del borgo coincide con l’opera compiuta per volere di Berengario nel 899 d.C il quale doveva fronteggiare la minaccia dell’invasione dei popoli Ungheri. Nel 1157 il vescovo veronese Tebaldo, sotto la cui autorità stava Malcesine, cedette il territorio gardesano al nipote Turrisendo, il quale resistette all’assedio di Federico Barbarossa. E’ in questo periodo che la cinta muraria si ampliò fino ad inglobare parte del borgo sottostante a protezione dei cittadini di Malcesine. Attorno alla cinta muraria originale cominciarono ad “appoggiarsi” piccoli edifici dotati di un cortile e un orto. Lo sviluppo di queste costruzioni civili, l’incremento della popolazione e l’aumento delle attività commerciali, spinsero i signori del luogo ad ampliare ulteriormente la cinta muraria permettendo sempre maggior sicurezza alla cittadinanza. In questo modo il paese potè espandersi a cerchi concentrici attorno al perno centrale costituito dalla rocca. Il primo cerchio di mura, di cui oggi rimane solo la porta Se resina, è pressoché scomparso, il secondo anello di mura era quello che congiungeva le tre porte del paese (Porta Nuova a sud, Porta Bocchera a sud-est, Porta Orientale a est) ed anche di questa cinta muraria è rimasto ben poco. Datare con esattezza la costruzione di queste cinte murarie è molto difficile; probabilmente già nel XII secolo lo sviluppo della città era esteso oltre il primo anello. In quel periodo Malcesine era un Comune con un proprio statuto comunale, un’economia fiorente e una popolazione numerosa. Nonostante la sua dipendenza politica da Verona, rimase una città autonoma con proprie misure e con l’autorizzazione a coniare monete. Nel 1277 il Castello divenne parte dei domini degli Scaligeri i quali lo considerarono un loro possesso privato, esentandolo da dazi e tasse. A partire dal dominio di Alberto I della Scala, la fortezza di Malcesine divenne un importante presidio al confine Nord dei territori scaligeri. Sotto gli Scaligeri tutto l’apparato difensivo di Malcesine, ovvero il castello-fortezza e il borgo sottostante, venne restaurato e rafforzato. Sul finire della loro dominazione gli Scaligeri suddivisero il territorio in varie parti, ognuna governata da un Capitano. La Rocca, cuore della fortificazione, divenne sede del capitanato del lago, una carica di cui Mastino II era stato investito per primo da Carlo IV, nel 1351. In questi anni i Signori di Verona operarono una risistemazione architettonica del maniero ancor oggi testimoniata dalla merlatura “ghibellina” o a coda di rondine. La residenza è opera dei della Scala così come la Porta principale, che, nonostante i rimaneggiamenti successivi, appare realizzata con i medesimi criteri di molte altre costruzioni scaligere del periodo. Dal 1387 al 1403 il territorio di Malcesine cadde sotto il dominio di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano. Dal 1405 la città di Malcesine fu annessa definitivamente alla Repubblica di Venezia e conservò fino al XVIII secolo un ruolo di rilievo come organo amministrativo e fortificazione in grado di proteggere la flotta veneziana di presidio. Furono proprio i Veneziani che trasformarono le mura del castello medioevale adattandole alle esigenze della difesa contro le armi da fuoco, rendendo la fortezza inespugnabile almeno fino all’arrivo delle truppe napoleoniche.
Tratto da “Malcesine e Goethe” Comitato del castello scaligero di Malcesine Gianni Perbellini, Castelli scaligeri, Rusconi editore Informazioni utili: Museo del castello scaligero di Malcesine Tel/fax 045 6570333 Orari di apertura anno 2008: ESTATE: aprile-novembre 9.00-19.30 INVERNO: sabato, domenica e festivi 10.00-17.00
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