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07/09/2010
il 9 settembre dalle ore 10.00 alle 17.00 lo staff di Scaligeri.com vi aspetta presso il palazzo della Ragione, piazza mercato vecchio, a Verona
07/09/2010

Aggiornati nel Calendario gli eventi, prevalentemente in terra scaligera.

 

Lazise

Lazise torre centrale del castelloLazise fu il primo libero comune del Garda, e divenne assai importante nel X secolo, quando ottenne dall’Imperatore Ottone II, un diploma imperiale che attribuiva speciali diritti di pesca, di fortificazione e di pedaggio. D’epoca altomedievale è sicuramente una piccola necropoli sorta nei pressi. Nel 1077 Lazise godette di altre concessioni imperiali: forse in questa circostanza il consistente borgo ebbe mura ed un  fossato con castello. Nel 1193 la località passò al Comune di Verona che stava estendendo il proprio potere sul lago. Furono le autorità comunali a far scavare il porto fortificato che diverrà da quel momento un elemento caratteristico di Lazise.
Nella seconda metà del XIV secolo (e più precisamente tra il 1375 e il 1376) gli Scaligeri, signori di Verona, vollero rinforzare le mura del castello e potenziare il porto, quale avamposto per la protezione e controllo dei loro domini. Infatti anche i signori di Verona riconobbero la grande importanza economico-militare di Lazise e provvidero alla completa riedificazione delle mura, del castello e della rocca, dell'attuale palazzo della dogana e della "Torre del Cadenòn" - ora scomparsa - con l’adiacente cortina di protezione del porto. Nonostante quest’opera di rafforzamento però, Lazise non riuscì a resistere, una decina di anni dopo, al deciso attacco portatogli dalla esperte truppe viscontee, che, alleati con i mantovani in una rapida campagna militare, espugnarono gran parte delle difese scaligere collocate sulle sponde del Lago di Garda. Lazise riuscì a resistere ai milanesi solo 6 giorni, poi capitolò.
 
 
Quando Venezia, agli inizi del XV secolo, occupò Verona e i domini scaligeri, fece la sua apparizione anche a Lazise e vi stabilì un'importante dogana, a cui difesa fu posta una forte torre merlata. La serenissima stanziò in permanenza nel porto del borgo due piccole galee in completo assetto di guerra, ed a esse affidò il controllo della maggior parte del bacino meridionale del Benaco.Il centro fu una delle basi arretrate che sostenne la campagna militare condotta nel XV secolo contro i nobili di Castelbarco. In quell’occasione le forze veneziane giunsero addirittura a trascinare alcune delle proprie imbarcazioni dal lago fino alla valle dell’Adige, nei pressi di Rovereto. La fine del borgo in quanto postazione militare si avviò nel primo Cinquecento, ai tempi della Lega di Cambrai contro la Serenissima. Si narra che i rivieraschi si mostrarono favorevoli ai nemici della Repubblica, tanto che il provveditore del Governo veneto Zaccaria Loredan decise di abbandonare la regione, non prima di aver bruciato in Lazise la galea e due fuste poste al suo comando, perché non cadessero nelle mani dei nemici.
Quanto rimane dell'antico castello scaligero è compreso nel recinto della villa Buri, ora Bernini. Nel castello risiedevano i magistrati veneti al tempo della Repubblica e di loro è ricordo in lapidi.  Le possenti mura scaligere sono ancor oggi ben visibili, specialmente nella zona verso terra, e conservano alcuni elementi architettonici che ricordano il castello di Sirmione.

Privilegio di Ottone  - Lazise (Verona) -  il primo week end di maggio
Rievocazione storica ambientata intorno all'anno Mille, quando giunge a compimento la cosiddetta lotta per le investiture, che coinvolse in un conflitto drammatico i due poteri universali, papato e impero. Entrambi rivendicavano a sé la facoltà di elezione dei vescovi - conte, figure chiamate ad amministrare le città e a svolgervi funzione pubblica secondo quanto stabilito da Ottone che riconosceva "potestà a deliberare".Intenzione di Ottone era frenare le tendenze centrifughe della feudalità, contrapponendo ad essa una feudalità ecclesiastica che desse maggiore garanzia di stabilità e di fedeltà alla corona, poiché il vescovo, non avendo eredi, avrebbe, alla propria morte, "riconsegnato" il feudo al sovrano. Con il Privilegio di Ottone del 962, inoltre, l'imperatore stabilì che il papa al momento della sua elezione al soglio pontificio doveva promettere fedeltà all'imperatore stesso. Nel caso di Lazise, nel 983 Ottone II concesse ai cittadini di imporre diritti di transito e di pesca e di chiudere il borgo con mura turrite.


 

Altri castelli e fortificazioni che hanno avuto una certa importanza durante il periodo della Signoria Scaligera

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