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07/09/2010
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07/09/2010

Aggiornati nel Calendario gli eventi, prevalentemente in terra scaligera.

 

Isola della Scala

Isola della Scala
di Fabio Carlo Sansoni

Castello di Isola della ScalaLa torre fu edificata nel XIV per volere degli Scaligeri per presidiare una delle più importanti vie di comunicazione che collegava Verona a Mantova che a quel tempo era nemica dei signori della Scala. La torre faceva parte di un complesso difensivo ben più ampio rivolto alla difesa del confine occidentale del territorio scaligero ed era composto da torri di guardia, cosiddette “rocche” e muraglie di pietra che si alternavano a fiumi e ad ampie zone paludose. Tale complesso difensivo iniziava dalla fortezza di Peschiera del Garda e proseguiva lungo il fiume Mincio sino a  Valeggio dove sorgeva un imponente castello. Proseguiva poi verso Villafranca  con il nome di “serraglio”, un massiccio muro di difesa lungo 16 chilometri alternato da piccole torri di guardia come ad esempio quella della Gerla (situata a metà strada tra Valeggio e Villafranca). Dal castello di Villafranca, il serraglio seguendo il fiume Tione ripartiva in direzione di Nogarole Rocca dove si congiungeva con la torre di Nogarole e proseguiva lungo il Tartaro verso Ostiglia e il fiume Po, dove le ampie paludi costituivano un elemento di difesa naturale contro ogni avanzata nemica. Lungo questo ultimo tratto del serraglio scaligero incontriamo appunto le fortificazioni di Isola della Scala, Ponte Molino e Nogara.
Nonostante le esigue dimensioni della torre, la fortificazione di Isola della Scala era sufficiente per frenare le offensive provenienti dal mantovano in quanto era collocata nell’unico punto di guado tra le acque del fiume e la zona paludosa. Un esercito avrebbe dovuto passare proprio sotto le mura della torre e non avrebbe avuto scampo.
La fortificazione di Isola della Scala è composta da una torre molto alta e snella, la parte più antica della rocca, nonché alloggio della guarnigione  e da un corpo più basso detto “rivellino” dove stava il ponte levatoio. La particolarità della torre di Isola della Scala è che possiede ben due ponti levatoi ai due lati del rivellino. Questo significa che a quel tempo il letto del fiume doveva essere ben più profondo e che le sue acque dovevano scorrere su entrambe i lati della rocca. Il rivellino era provvisto di camminamenti di ronda e di merlatura ghibellina ( a coda di rondine), tipica dell’architettura scaligera ed era il primo baluardo difensivo a protezione anche della torre.
La torre era costituita da cinque livelli ed aveva poche finestre. Solo il primo piano e l’ultimo avevano un soffitto a volta, mentre gli altri erano soppalacati in legno. La cosa interessante è che le scale di comunicazione tra un piano e l’altro erano esterne e retrattili e poggiavano su grossi mensoloni di pietra (ancor oggi visibili), ciò permetteva di impedire agli assalitori di raggiungere i piani più alti. Con la dominazione veneziana e lo spostamento dei confini politici, la rocca perse la sua importanza strategica e dopo il XV secolo divenne una residenza privata.
E’ molto interessante notare la costruzione degli angoli esterni della torre: una serie di mattoni in cotto e ciotoli disposti a “dente di sega”, uno stratagemma architettonico tipico degli scaligeri che dava maggior solidità alle pareti angolari.


 

Altri castelli e fortificazioni che hanno avuto una certa importanza durante il periodo della Signoria Scaligera

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