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21/06/2008
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05/06/2008
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I cavalieri che fecero l'impresa

Scheda del film:
I cavalieri che fecero l'impresaProdotto: una co-produzione italo-francese: ANTONIO AVATI PER DUEA FILM (ROMA) - TARAK BEN AMMAR E MARK LOMBARDO PER QUINTA COMUNICATIONS (PARIGI)
Distribuito da : TWENTIETH CENTURY FOX ITALY
Anno: 2001
Regia: Pupi Avati
Sceneggiatura: Pupi Avati
Fotografia: Pasquale Rachini
Montaggio: Amedeo Salfa
Scenografia: Giuseppe Pirrotta
Costumi: Nanà Cecchi
Musiche: Riz Ortolani
Consulenza storica: Fanco Cardini
Maestro d’armi: Walter Siccardi
Durata pellicola: 147’
Cast: F. Murray Abraham, Carlo delle Piane, Edward Furlong, Raoul Bova, Marco Leonardi, Thomas Kretschmann

L’azione si svolge nell’anno del signore 1271, subito dopo il fallimento della Settima Crociata a Tunisi. Luigi IX, re di Francia, è morto durante la crociata e le sue ossa devono essere riportate in patria. L’esercito del Re Santo attraversa la penisola italiana, ma arrivato nell'Italia del nord viene bloccato da alcuni signorotti locali. Per varie vie si incontrano cinque uomini dalle più diverse origini: un cavaliere mercenario in cerca di fortuna, un fabbro che ha fatto un patto col demonio, il figlio di un ufficiale inglese al seguito del re Luigi IX, un soldato della corte di re Luigi e un piccolo nobilotto di campagna violento e prepotente più simile ad un bandito che ad un cavaliere di nobile schiatta. I cinque “cavalieri” si ritrovano legati a causa di un destino guidato da voleri superiori, e vengono a conoscenza di un grande segreto che li unirà in un’impresa epica : recuperare la Sacra Sindone, trafugata da alcuni traditori della corte di Francia tra cui il Gran Maestro dei Templari. Dopo aver compiuto un viaggio pieno di pericoli e difficoltà dall’Italia ai deserti africani ed aver superato innumerevoli ostacoli, i cinque eroi trovano la Sacra Reliquia, e tornano in Francia per consegnarla alla Chiesa; qui però avranno un’amara sorpresa...

Commento:
La prima volta che vidi al cinema “I cavalieri che fecero l’impresa” devo ammettere che provai emozioni assai contrastanti. All’inizio del film Pupi Avati propone la raffigurazione di un Medioevo davvero interessante e realistica, assolutamente non idealizzata, potremmo dire quasi “sporca” e cruda al punto da far apprezzare la vita frenetica del XXI secolo di cui spesso tanto ci lamentiamo; le scenografie, i costumi, le armi, gli ambienti sono ricostruiti in modo davvero eccellente. Certo vi sono alcune scene che fanno veramente rabbrividire e rendono la pellicola inadatta ad un pubblico di minori. Ad esempio l’esecuzione a dir poco “barbara” dell’anziano fabbro accusato di stregoneria il quale viene arso vivo, oppure le incursioni del giovane cavaliere mercenario particolarmente cruente e sanguinare, oserei dire al limite di un gusto splatter che stona e mal si addice alla finezza della pellicola. La seconda parte del film, che farei coincidere con la partenza per la Terra Santa e il recupero della Sindone, l’ho trovata un po’ confusa e frammentaria, a tratti decisamente lunga, tanto che, devo ammetterlo, ho faticato un po’, nel buio della sala cinematografica, a seguire il filo del racconto restando ancorato alla realtà storica ricostruita in cui si svolge l’azione. Tutto il realismo della prima parte pian piano sfuma in un racconto epico, quasi fantastico e surreale. Per quanto riguarda il finale del film…beh, non voglio certo rovinare la sorpresa a chi dovesse ancora vedere la pellicola.

Rievocare la violenza di un combattimento medioevale in un film
Dopo aver visto almeno una mezza dozzina di volte questo film, devo riconoscere l’abilità del regista e del suo staff nella ricostruzione storica e nello sforzo di far capire quale è l'ambiente in cui vivevano i personaggi della vicenda, quali erano i loro limiti, i timori e le difficoltà di un uomo della seconda metà del Duecento. Pupi Avati tratta tanti temi interessanti come le crociate, la stregoneria, l’inquisizione, l’arte di un mastro spadaio, le gerarchie dei cavalieri Templari, il mondo feudale, l’arte della guerra o meglio la violenza della lotta di uomini in armi. Volendo aprire una parentesi proprio sul tema dei combattimenti mi viene spontaneo ricordare che un combattimento medioevale tra due schermidori durava realmente pochi secondi e che un colpo inferto da una spada o da un’ascia provocava una devastazione orribile nel corpo di chi lo riceveva, questo credo sia assai chiaro soprattutto per chi frequenta l’ambiente schermistico e i vari reenactment Personalmente mi è piaciuto lo studio fatto per rendere “verosimili” i combattimenti del film anche se mi domando se fosse proprio necessario l’utilizzo di scene così esageratamente cruente (soldati sbudellati agonizzanti che fissano il proprio intestino o mani mozzate che rotolano quà e là) che fanno cadere un po’ il tono del lungometraggio.
Qualcuno mi ha fatto notare un particolare curioso: nella scena del soldato agonizzante sotto l’albero si notano sul terreno evidenti tracce dei pneumatici di un veicolo a motore (un’automobile, un furgone?). Non ci avevo fatto caso, forse troppo preso dal furore del combattimento, ma sarebbe bello andare a controllare!
In conclusione permettetemi di dire che “I cavalieri che fecero l’impresa”, al di là di certe lungaggini cinematografiche, e di qualche “imprecisione”, è uno di quei film da vedere. La storia raccontata è molto interessante, gli attori sono bravi (veramente apprezzabile la parte di Carlo delle Piane, voce narrante e personaggio della storia e degna di nota anche la figura del fabbro maledetto recitata da Raoul Bova) e per chi ama il genere è sicuramente una pellicola da tenere in considerazione.

Riferimenti web:
www.cinemedioevo.net/Film/cine_cavalieri_impresa.htm
www.cinefile.biz/impresa.htm
www.centraldocinema.it/Recensioni/9/i_cavalieri_che_fecero_l.htmcerbi


 

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