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I Castelbarco |
Guglielmo di Castelbarco Prima di parlare di Guglielmo di Castelbarco ritengo sia necessario fare un breve escursus della nobile famiglia. ![]() Verso la metà del XIII secolo la famiglia è impegnata nella vita pubblica della val Lagarina. È un periodo in cui i vari governi comunali sono in crisi e si appoggiano a nobili e potenti famiglie per avere aiuto e protezione. Il castello di Avio diviene la residenza dei Castelbarco i quali, essendo ben armati e avvezzi all’uso delle armi in combattimento, si propongono di offrire protezione al popolo in cambio della sua obbedienza. Forse è Azzone che, durante le continue lotte che sconvolgevano il Trentino, fa ampliare la cinta muraria attorno al nucleo originario del castello di Avio (molto essenziale e simile a un castello-recinto) rendendolo un castello residenziale. Azzone di Castelbarco si allea con Ezzelino da Romano , poi con gli Scaligeri di Verona e con i conti del Tirolo. Tutti signori che rappresentavano un problema per il Vescovo di Trento e ne fu così contrariato che lanciò una scomunica sul signore di Castelbarco. Azzone mirava alla propria autonomia, cercava di crearsi uno staterello autonomo che vivesse in pace e accordo con la potenza Scaligera, nella sfera politica ed economica di Verona. Nel 1265 muore Azzone di Castelbarco e dei cinque figli è Guglielmo che ne eredita il titolo e diviene il più importante personaggio della val Lagarina. I fratelli di Guglielmo (Bonifacio podestà a Verona, Alberto, Leonardo e Federico) sono abbastanza uniti al capofamiglia soprattutto quando c’è da combattere contro il Vescovo di Trento e così esordiscono sullo scenario politico con una scomunica collettiva che ribadiva la loro ferma volontà di essere uno stato autonomo. Guglielmo di Castelbarco venne chiamato anche Guglielmo “il grande” poiché non fu soltanto un ottimo stratega, un indomito guerriero e un eccellente uomo politico, ma anche un mecenate generoso, sensibile allo sviluppo delle arti. Sicuramente fu sua l’iniziativa di costruire la chiesa di San Fermo a Verona (dove possiamo ammirare il suo ritratto) e a lui va il merito di aver fatto erigere Santa Anastasia sulla cui parete esterna possiamo ammirare ancor oggi la splendida arca che contiene il sarcofago del grande signore di Avio. Tratto dal libro di Renato Bazzoni, “Il castello di Sabbionara d’Avio”, Armando Biondani editore. |






