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21/06/2008
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05/06/2008
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I Carraresi (da Carrara)

Taddea da Carrara

di Fabio Carlo Sansoni

“Marsilio da Carrara segretamente adunque spedì a Cane, Filippo da Peraga offrendogli il dominio della città di Padova purché Mastino della Scala, di lui nipote,  sposasse Taddea da Carrara figliuola di Jacopo* già Signore di Padova…”
*dal volume di L.A.Muratori pgg.155-156

Sul finire del secondo decennio del XIV secolo, la potente famiglia dei Carraresi, in particolare Jacopo Da Carrara, si avviava a conquistare la signoria di Padova.
Erano però anche gli anni in cui Cangrande della Scala, dopo aver conquistato Vicenza, cominciava ad attaccare Padova, che cercava di difendersi affidandosi alla forza di Jacopo da Carrara e rinunciando alle proprie libertà comunali. I padovani consideravano Jacopo più adatto a trattare con il signore di Verona, poiché aveva spiccate doti diplomatiche. Nel 1324 Jacopo da Carrara morì e le mire espansionistiche di Cangrande diventavano sempre più decise. In effetti Cangrande era stanco di guerreggiare contro i padovani: le continue lotte contro la città guelfa gli erano costate parecchio e accolse positivamente le proposte diplomatiche di Marsilio da Carrara. Marsilio propose al signore di Verona di far sposare la figlia di Jacopo, Taddea da Carrara, con il giovane Mastino, nipote di Cangrande. Parte del patto era che, una volta caduta la città in mano scaligera, Marsilio avrebbe tenuto per sé i beni dei fuoriusciti dato che Cangrande aveva già pianificato di posizionare uomini della sua corte nel governo cittadino padovano.
Mastino della Scala andò segretamente a Venezia dove sposò Taddea senza grandi cerimonie, poi sobillò dei popolani fino a spingerli a invocare la sua presenza in Padova ed in breve gli stessi padovani rappresentati dal Consiglio della Città vollero Cangrande come loro Principe. Cangrande potè quindi entrare trionfalmente in Padova e le famiglie a lui contrarie furono esiliate e i loro beni divennero parte del già enorme patrimonio di Marsilio da Carrara. Tra questi esuli c’era anche lo storico Albertino Mussato, noto cronista dell’epoca, il quale osò rientrare in Padova senza permesso e fu mandato al confine, a  Chioggia, dove nel 1325 morì. Dopo la conquista di Padova, Mastino II della Scala e Taddea da Carrara si poterono sposare ufficialmente con una solenne cerimonia nuziale. Cangrande fece ritorno a Verona e alla fine di novembre volle festeggiare la sua conquista e il matrimonio del nipote con un grande banchetto. I festeggiamenti andarono avanti per settimane e si narra fosse una delle celebrazioni più fastose che mai si erano tenute alla corte scaligera. Ci furono tornei cavallereschi, giostre, banchetti e spettacoli pubblici. Cangrande nominò in quell’occasione parecchi nuovi cavalieri tra i rampolli delle nobili casate di Verona, Mantova, Vicenza, Padova, Bergamo, Como, Reggio e Vercelli.

testi di riferimento:
-“Storia della cultura veneta”, a cura di G. Folena, con la collaborazione di Berengo, Cozzi, Magagnato, Petrobelli, volume 2 - IL TRECENTO –
-Annali d’Italia dal principio dell’era volgare al 1749, di L. A. Muratori

Sito web di riferimento: http://it.wikipedia.org/wiki/Carraresi


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