News

21/06/2008
Aggiunte nella sezione Calendario eventi alcune nuove date.
05/06/2008
Nella sezione Gallery, sono state aggiunte nuove immagini.
 

I Bevilacqua

Guglielmo Bevilacqua  (m.1335) – le origini di una nobile famiglia –
di Fabio Carlo Sansoni

Stemma dei Bevilacqua dall'arca di Francesco BevilacquaNel XIII secolo uno dei materiali più importanti per l’edilizia, la costruzione di suppellettili e delle armi era il legno.  Il principale fornitore di legname (abete e larice) per il Veneto occidentale era la regione del Trentino. Come molte altre merci anche le grandi quantità di tronchi del Trentino venivano trasportati a Verona per via fluviale ad opera dei “radaroli”, una corporazione veronese che si occupava in esclusiva del trasporto del legname nella zona veronese.
Guglielmo Bevilacqua, un giovane originario di Ala, prese a commerciare con alcuni radaroli veronesi appartenenti alla corporazione e inizò così la sua carriera di mercante. Nel 1302 Gugliemo sposò la figlia di uno di questi ricchi radaroli e con la dote della moglie ampliò i propri commerci. In breve entrò in contatto con Guglielmo di Castelbarco, figlio del nobile Azzone, che a quel tempo era già fedele alleato dei Signori della Scala e collaboratore di Alberto I. Fu così che pian piano Guglielmo Bevilacqua entrò a corte, distinguendosi come ottimo commerciante di legname e proprietario di parecchie segherie.
Fu un uomo molto audace negli affari e contrasse parecchi debiti per acquistare case e terreni un po’ per tutta Verona. Ben presto gli affari dei Bevilacqua andarono ben oltre i confini di Verona e ci sono documenti che attestano delle transazioni a Trento, Mantova e Ferrara.
Tra il 1302 e il 1321 Gugliemo acquistò numerosissimi appezzamenti di terreno a Sommacampagna, Bussolengo, Palazzolo e Villafranca , nonché in Trentino. Le sue segherie veronesi sull’Adige si ampliarono e gli affari prosperarono anche grazie alla simpatia del Vescovo Tebaldo che lo favoriva in ogni modo. I Bevilacqua entrano nell’entourage del Vescovo e ne trassero continui benefici. Grazie a questa amicizia Guglielmo potè avvicinarsi ai Signori Scaligeri con i quali strinse importanti accordi economici e politici. Nel 1330 Guglielmo era ufficialmente in politica e fu uno dei testimoni di parte scaligera nel trattato di pace tra Verona e Venezia.
L’ascesa politica della famiglia Bevilacqua era ormai segnata: in poco tempo Gugliemo diventò uno dei collaboratori degli Scaligeri. Nel 1331 si trasferì a Padova, dove aveva numerose proprietà immobiliari. Nel 1332 fu nominato fattore generale degli Scaligeri e ricevette l’investitura dal Vescovo di Treviso, il quale gli concesse il permesso di riscuotere decime in quei territori. Anche a Padova ricevette dal Vescovo Ildebrandino Conti il feudo lasciato vacante dopo la morte del capitano di Villa Rasa. Nel 1333 anche il Vescovo veronese gli concesse dei feudi e il diritto di decima sui territori di Desenzano. Nel 1334 Gugliemo possedeva titoli e feudi nel padovano, nel veronese, nel vicentino e nel trevigiano.
L’anno successivo, nel 1335, Guglielmo Bevilacqua morì, lasciando ai figli una grande eredità terriera, e un’ottima posizione politica, sotto la protezione dei Signori più potenti del Veneto, gli Scaligeri.

Tratto liberamente dalla scheda intitolata “I Bevilacqua – radaroli e milites“ di Gloria Maroso, pubblicata nel libro Gli Scaligeri- 1277-1387, Arnoldo Mondatori editore.


Cerca Stampa questa pagina