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30/12/2010

Anno Domini 1311-2011. il 23 ottobre Cangrade I della Scala rivive a Verona.

30/12/2010

domenica 10 aprile 2011: passeggiata scaligera in centro a Verona

 

Federico Della Scala

FEDERICO DELLA SCALA (1288 c.ca -1349 c.ca)

Federico Della Scala è forse il solo esponente della famiglia Della Scala che abbia avuto un suo profilo politico e un ruolo autonomo, sia come concreto collaboratore di Cangrande I , che come delegato imperiale al di fuori dell’ambito locale veronese. Federico fu un uomo politico e un soldato come lo furono Bailardino Nogarola e Pietro dal Verme, la sua carriera diplomatica fu di alto livello e possiamo supporre che se non ci fosse stato un feroce “scontro di interessi” con i nipoti di Cangrande I - Alberto e Mastino - egli sarebbe rimasto alla Corte Scaligera fino alla sua morte.

Federico era figlio di Margherita Pallavicino e di Alberto Piccardo (dunque nipote di Federico detto Bocca, morto nel 1269 combattendo contro gli estrinseci veronesi, il quale era fratello di Mastino I, del vescovo Guido e di Alberto I ).
Nacque a Verona fra il 1286 e il 1288 (il matrimonio di suo padre con la figlia del Marchese Pallavicino ebbe luogo nel 1285), il padre Alberto detto Piccardo, facendo testamento nel novembre del 1288, lo lasciò erede universale insieme con il figlio allora nascituro (Alberto Novello, che morì bambino prima del 1297).
Esecutore del testamento del Piccardo era lo zio Alberto I Della Scala, Signore di Verona, al quale egli chiese di trasmettere al figlio i diritti sull’importante castello di Peschiera del Garda. Il testamento del Piccardo non elenca i diritti e i beni così pervenuti a Federico, ma da fonti più tarde si evince che questi lasciti comprendevano cospicui interessi in Valpolicella, Gazzo Veronese, e a Cavalpone (sul confine vicentino).Col tempo questi beni andarono ad incrementare la potenza fondiaria della famiglia Della Scala
I buoni rapporti di questo ramo della famiglia scaligera con Alberto I Della Scala (ormai accettato all’unanimità come “dominus”di Verona) sono attestati dall’investitura a cavaliere di Federico Della Scala nel 1294, quando aveva solamente 7 anni, insieme con i figli dello stesso Alberto I e cioè con Bartolomeo e il giovanissimo Canfrancesco chiamato Cangrande. Nel 1297 Federico Della Scala figura ancora sotto la tutela della madre, attenta amministratrice del patrimonio familiare, successivamente Federico ebbe un curatore fiscale ed amministratore personale.
La posizione di Federico nell’entourage di Alberto I era ottima: nel 1301 era presente al testamento del Signore di Verona (a differenza dei suoi tre figli: Alboino, Bartolomeo, Cangrande), insieme con i più illustri collaboratori della Signoria Scaligera.
Federico iniziò un’autonoma attività politica verso i 20 anni. Nel 1307 ottenne l’investitura del castello di Gazzo veronese (con diritti giurisdizionali), poco dopo è documentato nelle cronache del tempo che iniziò ad esercitare diritti anche a Cavalpone e anche in Valpolicella.
Federico fu buon amico dei figli di Alberto I e nel 1313, risiedeva in una “domus” nella contrada Scaligera di Santa Maria Antica, una casa che deve essere distinta da quel “palatius friderici de la Scala” che pare fosse ubicato nella contrada di Chiavica. Nel novembre 1310 presenziò con Cangrande ed Alboino Della Scala alla nomina dei procuratori veronesi inviati a Enrico VII.
Nel 1311 un diploma imperiale confermava a Federico i feudi (già spettanti ai Sambonifacio) della Valpolicella fra cui le ville di Marano e Volargnie. Più tardi, durante l’assedio di Brescia, al quale egli partecipò come soldato, ricevette un’ulteriore diploma imperiale (confermato da Pisa nel 1313, dopo l’incoronazione di Enrico VII) col quale si conferiva a Federico tutta la Valpolicella.
Assicuratasi in questi anni una solida base di potere e prestigio, Federico cominciò a ricoprire, in stretta collaborazione con Cangrande I Della Scala, cariche politiche di elevata responsabilità. Nel marzo del 1312 venne eletto podestà di Vicenza in sostituzione del Vicario imperiale Cangrande I.
In questo modo l’imperatore faceva notare la differenza tra la carica di Vicario imperiale ricoperta dal Signore di Verona e quella di podestà non legata direttamente all’impero.
Come podestà di Vicenza Federico si trovò a fronteggiare poche settimane dopo la sua nomina, un tentativo di ribellione dei “guelfi vicentini” e dei padovani che volevano riconquistare la città e scacciare gli Scaligeri. Egli non prese parte al combattimento avvenuto a Quartesolo (28 marzo 1312), che fu favorevole ai padovani; rimase a Vicenza e iniziò una durissima repressione contro i traditori vicentini impiccandone i capi e bandendo tutti i sospettati di minor prestigio.
Fu sostituito temporaneamente nella podestaria vicentina da Galassino Torniano, infatti in quegl’anni ricoprì la carica di podestà anche a Verona. Come podestà a Verona si distinse per aver contribuito alla difesa della città quando nel 1313 i padovani tentarono di conquistarla. Grandicanem et Federicum sono i due pilastri del comune di Verona, due giovani signori valorosi e audaci che sanno conquistare la stima di molti dei sudditi della famiglia Della Scala. Federico godette di un enorme prestigio anche presso Enrico VII il quale lo volle tra i comandanti delle truppe imperiali che lo scortavano in Toscana.
(segue>)


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