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07/09/2010
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07/09/2010

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Braveheart

Braveheart  (cuore impavido)

Cast: Mel Gibson, Sophie Marceau, Catherine Mccormack, Patrick Mcgoohan, Brendan Gleeson, Alun Armstrong, James Cosmo, Peter Hanly, Sean Lawlor, Angus Macfadyen
Regia: Mel Gibson
Sceneggiatura: Randall Wallace
Data di uscita nelle sale: 1995
Genere: Storico-Avventura

Nel 1314, il giovane scozzese William Wallace, figlio di Malcolm un borghese proprietario di alcune terre, vive assieme con il padre gli anni dell'infanzia, lavorando nella propria fattoria.

Nel frattempo il re inglese Edoardo I Plantageneto, pianifica la presa di controllo dei territori scozzesi, e allo scopo di distruggere le velleità d'indipendenza dei capi locali, uccide i capiclan scozzesi che aveva fatto riunire in una capanna col pretesto di trattare assieme ad essi la successione al trono del regno di Scozia. Malcolm con i due figli scopre la strage e la sera con altri contadini del luogo organizza un attacco contro gli inglesi alla frontiera. Malcolm e il suo primogenito John verranno uccisi in battaglia e al funerale, William incontra per la prima volta Murron, che in futuro sarebbe diventata sua moglie, in quell'occasione le dona un cardo il fiore simbolo della Scozia, che William conservò per il resto della sua vita. La sera del funerale giunse il fratello di Malcolm, Argyle che prenderà William in affidamento per crescerlo e istruirlo insegnandogli il latino e il francese oltre che a maneggiare una spada.

Qualche anno più tardi Edoardo I combina le nozze di suo figlio Edoardo II), con Isabella di Francia, discendente del suo nemico, il re di Francia (Filippo il Bello). Edoardo I ossessionato dalla conquista totale della Scozia, che in quel momento era uno stato vassallo, decide di introdurre lo Ius primae noctis con lo scopo umiliare gli scozzesi favorendo la nobiltà inglese residente in Scozia.

Nel frattempo William fa ritorno a Lanark, ormai presidiata dagli inglesi che vi hanno costruito un fortino come residenza del nobile inglese a cui venne affidato quel territorio, e decide di ricostruire la sua vecchia casa e riprendere il lavoro nella sua fattoria. Durante una festa per un matrimonio si rincontra con il suo amico d'infanzia Amish e con Murron, il nobile locale interruppe i festeggiamenti reclamando lo ius primae noctis portando con sé la neo sposa. William e Murron che nel frattempo si erano fidanzati, decisero quindi di sposarsi segretamente in una foresta per evitare che il nobile reclamasse anche Murron. Il giorno successivo però un soldato inglese aggredisce Murron che reagisce alla violenza venendo arrestata dagli inglesi che la conducono davanti al nobile locale che la uccide per aver colpito il soldato che aveva tentato di violentarla come monito per la popolazione.

William torna al villaggio e finge la resa, poi, nel momento in cui un soldato inglese prende le redini del cavallo in mano, egli lo guarda con compassione, poi afferra la mazza che aveva nascosta dietro la schiena e con questa gli tira un colpo violento sulla testa; i soldati Inglesi si allarmano ma William, sempre con la spada, uccide alcuni soldati della guarnigione e si dimostra così un vero killer. Poi si scaglia contro gli altri e ne fa strage: ad uno di loro parte una gamba netta, ad un altro cala un fendente che lo divide in due, e William così vendica la morte dell'amata moglie distruggendo totalmente la fanteria della guarnigione. Poi afferra il comandante maledetto che aveva ucciso Murron, lo prende per il cravattino e lo sistema vicino ad un palo, poi davanti a tutti i compaesani gli taglia la gola, e lasciando colare il sangue lancia il primo trionfo, aiutato anche da altri guerrieri scozzesi. William viene acclamato come caporivolta e diviene di fatto il punto di riferimento della ribellione. William cerca all'inizio di calmare gli animi, affermando che ora gli inglesi avrebbero fatto una repressione tremenda e non c'è da essere contenti di questo, ma a quel punto il dado è tratto e gli scozzesi si radunano attorno al gruppo di Wallace, pronti a combattere.

Pur con pochi combattenti al seguito, William fa strage dei piccoli eserciti inglesi e ne distrugge gli avamposti. Tra questi il castello del nobile che ha approfittato della moglie del villano di cui si è detto: lui stesso gli dice 'ti ricordi di me?' e lo uccide a mazzate.

L'incapace Edoardo II, cui è stato affidato il compito di soffocare la rivolta dal padre, che si trova impegnato in guerra in Francia, gli manda contro l'intera armata del nord, che viene abilmente annientata a Stirling (1297). in questa battaglia di grandi dimensioni, gli inglesi sono schierati contro gli scozzesi e, una volta arrivati in forze, i reparti del Plantageneta impressionano le bande valorose ma disorganizzate dei patrioti scozzesi. Le armature luccicanti splendono al sole ricoprendo l'orizzonte, mentre i cavalieri pesanti fanno tremare la terra con il movimento dei loro cavalli.

Gli uomini cominciano a protestare e vogliono tornare a casa: invano lord Mornay cerca di convincerli a non andarsene, almeno fino a quando non avranno concordato una pace onorevole. Ma a quel punto arriva Wallace e i suoi uomini più fidati, giungendo al galoppo fino davanti allo schieramento scozzese. Col volto dipinto di blu, lo spadone a tracolla, chiede agli uomini perché se ne vanno. Ma subito i nobili cercano di fermarlo, dicendogli che per unirsi a questo esercito deve prima porgere omaggio a loro. Lui risponde: 'io porgo omaggio alla Scozia, e se questi sono il vostro esercito, perché stanno andandosene?' Parla con alcuni dei guerrieri, che sulle prime non lo riconoscono, e li arringa ripetutamente, fino a quando li convince, chiedendogli se quando moriranno, nel loro letto tra molti anni, non vorranno desiderare di tornare a combattere questa battaglia, per urlare che 'possono anche ucciderci, ma non ci toglieranno mai la libertà'? Trovata la chiave del consenso, la soldataglia smette di ritirarsi. Wallace, Cray e Mornay vanno a trattare ('A procurar battaglia, dice Wallace ai suoi amici') e si incontrano con il vicecomandante dell'armata inglese. Questo propone delle condizioni per accettare la ritirata, con la ricompensa di vari territori dati ai nobili capopolo, ma Wallace, dopo avere cavalcato nervosamente attorno all'inglese, si intromette nella conversazione e gli dice che piuttosto, tra l'altro, il loro comandante deve baciarsi le natiche in mezzo al campo di battaglia.

Insolente bastardo! Voglio il cuore di Wallace su di un piatto urla il comandante inglese quando sa la risposta. Subito manda in prima linea gli arcieri inglesi, che erano senza pari in Europa per la precisione e letalità delle loro armi longbow. Gli scozzesi si riparano ad una prima salva di frecce, poi indomiti gli mostrano i genitali sollevando il kilt. Arriva un'altra salva, e li colpisce duramente, ma ancora, dopo avere abbassato gli scudi di legno mostrano irriverenza e le natiche. A quel punto gli inglesi lanciano all'attacco la cavalleria pesante, che marcia contro gli scozzesi. Ma dopo lunghi istanti, questi al segnale di Wallace alzano una fila di pali appuntiti, idea che era venuta come antidoto contro i cavalieri inglesi. I cavalieri si ritrovano impalati addosso alla falange scozzese, e vengono sopraffatti dalla rapida reazione dei fanti avversari.

A quel punto gli inglesi lanciano all'attacco la loro fanteria al completo, che ha una superiorità teorica in termini di numero, ma anche di equipaggiamenti, con armature in ferro e scudi metallici, mentre gli scozzesi sono quasi privi di equipaggiamenti, persino male armati.

Al termine di una lunga corsa (Gibson ricorda che chiedeva ai suoi compagni di rallentare, lui aveva 38 anni e gli altri erano per lo più ragazzotti dell'esercito irlandese), si scontrano con una violenza tremenda. Gli scozzesi si battono violentemente, e a sorpresa sconfiggono la fanteria inglese. La poca cavalleria leggera scozzese, era apparentemente sparita. In realtà obbediva agli ordini di Wallace ('fate strage degli arcieri. ci rivedremo nella mischia') e aggirato lo schieramento inglese, piomba sulla linea degli arcieri inglesi, l'ultima pedina dello schieramento ancora intatta. Essendo leggermente protetti e poco armati, vengono sopraffatti. Nel frattempo, Wallace combatte con una furia incredibile trucidando i soldati inglesi. Alla fine, affronta il vicecomandante inglese, facendosi riconoscere e urlandogli: bastardo! . Come l'Inglese gli si avventa contro egli colpisce al muso il cavallo, facendo cadere a terra sia il destriero che il cavaliere. Appena il nemico si rialza Wallace, con un colpo di spada netto, gli taglia la testa e lascia a terra il busto ricoperto di sangue. Arriva a cavallo Lord Mornay, che viene scambiato sulle prime per un altro inglese. Allora Wallace capisce che la battaglia è vinta, che gli inglesi sono oramai stati sterminati. Si volta e contempla il carnaio di persone, con gli ultimi combattimenti ancora in corso. A terra morti e moribondi, in kilt e armature. Coperto di sangue e di pittura blu ,con lo sguardo feroce e stanco al tempo stesso, urla il trionfo ottenuto, e alza assieme ai supersiti scozzesi, radunatisi attorno, le armi, piantando poi la spada per terra. Ha dichiarato la vittoria ottenuta, e anche il suo successo personale.

Per i suoi meriti sul campo di battaglia William viene fatto cavaliere, ottiene il titolo di 'Lord Protettore di Scozia' ed entra nelle grazie del principale pretendente alla corona del Regno scozzese, il diciassettesimo Robert Bruce). William decide di invadere il nord dell'Inghilterra e gli riesce l'impresa di espugnare la città di York, principale roccaforte da cui sono partite tutte le invasioni alla sua terra, che cade dopo un efficace assedio, ma i nobili scozzesi sono ancora riluttanti alle strategie d'attacco di Wallace.

Edoardo I, tornato dalle sue imprese in Francia, e resosi conto di quanto sia difficoltosa la situazione in Scozia, decide di corrompere i nobili locali assegnando loro ulteriori terre in prossimità dell'importante battaglia che si svolge a Falkirk nel 1298, cui prende anche lui parte. La strategia dell'esercito scozzese, guidato da Wallace, sembra essere molto promettente ma nel momento decisivo i nobili, che gli avevano assicurato il loro appoggio ma erano stati corrotti dal sovrano inglese, lo abbandonano e le forze scozzesi vengono sconfitte. William, pur ferito, decide di inseguire a cavallo il Plantageneto, che viene difeso dalla sua scorta personale di cui fa parte anche Robert Bruce, anch'egli corrotto. Nel momento in cui potrebbe uccidere il suo connazionale, Bruce si pente del suo orribile tradimento e decide di salvare la vita a William, consegnandolo a Steven d'Irlanda che lo porta in salvo. Wallace persegue in seguito una strategia di vendetta, che lo porta ad assassinare i nobili che si sono macchiati di tradimento e seminare paura tra di essi.

Grazie ai preziosi suggerimenti della principessa di Galles, che si è nel frattempo infatuata di lui, Wallace riesce a sfuggire a tutte le imboscate. Ma nel 1305, sebbene avvertito dai suoi migliori amici, decide di recarsi a Glasgow per una discussione politica sul futuro della sua patria e finisce preda di un'imboscata. I nobili lo consegnano ad Edoardo I, e a poco valgono le lacrime e la disperazione di Robert Bruce, che aveva intravisto in Wallace un uomo coraggioso e patriottico e che tenterà fino all'ultimo di salvargli la vita.

Wallace, considerato un traditore, viene torturato e seviziato a Londra, dove il morente Edoardo I ne ode i lamenti sul letto di morte. L'ultimo desiderio del sovrano inglese sarebbe sapere morto Wallace prima di morire egli stesso, ma William resiste alla tortura e non cede chiedendo pietà per ottenere una morte rapida. Quando però alla fine si vede completamente perso e gli inglesi lo stanno ormai mandando verso la morte urla con tutto il fiato del proprio corpo "libertà" ed esala, in fin di vita, gli ultimi spasimi. Poi si immagina di vedere, nel mezzo della folla, Murron che gli sorride mentre l'ascia si abbassa e lo decapita dopo pochi istanti. Subito dopo muore anche il re inglese, stroncato da un collasso. Il corpo dell'eroe scozzese viene infine fatto in pezzi e messo agli angoli del regno, come monito.

Nel 1314, Robert Bruce, supportato dal suo esercito, si reca a Bannockburn a rendere omaggio all'esercito di Edoardo II in cambio della corona dello stato vassallo di Scozia. Ma infine decide di spronare i suoi che attaccano l'armata inglese e sconfiggendola si conquistano la libertà.

ERRORI STORICI:

Gli sceneggiatori di Braveheart sono stati accusati di pesanti errori storici, e lo stesso Mel Gibson ha affermato che errori di carattere storico sono stati volutamente commessi per spettacolarizzare il film. Va detto che in effetti, vi sono notevoli incomprensioni, in generale, delle fondamentali differenze che esistono tra le esigenze e le capacità di un documentario e di un film storico, che praticamente mai può, anche quando in teoria potrebbe, seguire alla lettera le vicende storiche.

Un esempio sono le vicende amorose di Wallace, che sono state romanzate con un'impossibile storia d'amore con la principessa Isabella, in oltre la battaglia di Stirling si svolse diversamente, la cavalleria pesante inglese non fu sopraffatta da uno scudo umano fatto di lunghe lance, ma precipitò dal ponte che si spezzò per il peso eccessivo. Altro falso storico lo Ius primae noctis che non era in vigore in quegli anni (e forse non lo lo fu nemmeno in passato) e nessun sovrano inglese lo introdusse; e anche nei luoghi d'Europa in cui fu in vigore durante il Medio Evo, non era come si pensa il diritto del signore di passare la notte con la consorte di un novello sposo, ma si trattava più semplicente di una tassa che i contadini dovevano pagare al loro signore perché acconsentisse al matrimonio.
In aggiunta diciamo che la principessa Isabella di Francia non poté avere una relazione con Wallace, avendo contratto il matrimonio con Edoardo II soltanto nel 1308 ed essendo tredicenne all'epoca dell'esecuzione del patriota scozzese e per finire il perfido re Edoardo I morì due anni più tardi di Wallace (nel 1307) e non contemporaneamente al suo rivale.

http://it.wikipedia.org/wiki/Braveheart_-_Cuore_impavido


 

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