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30/12/2010

Anno Domini 1311-2011. il 23 ottobre Cangrade I della Scala rivive a Verona.

30/12/2010

domenica 10 aprile 2011: passeggiata scaligera in centro a Verona

 

Badile, pittore del 1300

La famiglia Badile e l'arte trecentesca veronese

di Alessia F.

La dinastia dei pittori Badile inizia con Nicolò: nominato in due atti notarili del 1354 e del 1361, risulta essere defunto entro il 1362, quando il figlio Bartolomeo “del fu Nicolò Badile” presenzia alla stesura di un testamento. Non esistono opere che attestino l’attività artistica di Nicolò, probabile padre anche di Antonio, indicato nei documenti genericamente come “magister”. L’unico dei primi pittori Badile a lasciare testimonianza del suo lavoro è Bartolomeo, autore delle due Sacre Conversazioni affrescate nella chiesa di San Pietro Martire, documentato a Verona dal 1362 al 1389. “Magistro Bartolomeo” risulta dapprima residente nella contrada di Sant’Eufemia, successivamente in quella di San Vitale; nel 1367 partecipa ad un’adunanza convocata con lo scopo di inviare una delegazione veronese a Venezia per trattare con il doge.
L’intera decorazione della chiesa di San Pietro Martire scompare all’inizio dell’Ottocento sotto uno strato di ridipintura e viene recuperata tra il 1884 e il 1896, con la demolizione degli intonaci. I due riquadri affrescati sulla controfacciata rappresentano le uniche opere certe di Bartolomeo, il quale appone sulla destra la sua firma, contestata più volte dalla critica che la riteneva falsa, ma la cui autenticità è stata confermata dal restauro del 1994. Entrambi i dipinti, con tutta probabilità realizzati in contemporanea, sono inseriti in un’unica incorniciatura continua. Il riquadro di sinistra raffigura una Madonna con il Bambino, San Giorgio, Santa Caterina e un devoto inginocchiato; ugualmente, a destra sono rappresentati una Madonna con il Bambino, San Giorgio e un devoto, e una santa non identificata. In particolare sono da sottolineare la morbidità della veste rosata della vergine e il volto fortemente chiaroscurato di San Giorgio, che rappresenta già un esempio di pittura “cortese”, ragion per cui la datazione rimane sospesa tra la fine del XIV secolo e i primi anni del XV.
(A questo proposito, recentemente è stata ipotizzata una collaborazione, nella realizzazione dei due dipinti, tra Bartolomeo e il nipote Giovanni Badile, autore del sottostante affresco raffigurante la Madonna e i santi Antonio abate e Giorgio. Giovanni, attivo in città fino alla metà del XV secolo, esegue altre opere all’interno della chiesa di San Pietro Martire: una Madonna dell’Umiltà tra i Santi Leonardo e Antonio abate, un affresco raffigurante San Pietro Martire, e il polittico cosiddetto dell’Aquila, ora conservato a Castelvecchio.)
A Bartolomeo sono stati attribuiti inoltre la Madonna e quattro Santi sul pilastro adiacente all’ingresso laterale della chiesa di Sant’Anastasia e un affresco votivo nella chiesa di San Zeno raffigurante l’Abate Cappelli e i suoi monaci presentati alla Vergine, datato 1397. Alcuni affreschi nella chiesa della Disciplina a Bardolino sono stati staccati negli anni Sessanta del secolo scorso e non sono più rintracciabili.

Pisanello. I luoghi del gotico internazionale nel Veneto, a cura di F. Aliberti Gaudioso, Electa,1996.

Vittorio Cavazzocca Mazzanti, I pittori Badile, in “Madonna Verona”, 1912, n. 2, fasc. 22.

Enrico Maria Guzzo, Per Giovanni Badile e una rilettura di alcuni fatti della pittura gotico-internazionale a Verona, in “La cappella Guantieri in Santa Maria della Scala a Verona”, a cura di Mauro Cova, Banca Popolare di Verona, 1989.


BARTOLOMEO BADILE

Autore delle due Sacre Conversazioni affrescate nella chiesa di San Pietro Martire è Bartolomeo Badile, pittore documentato a Verona dal 1362 al 1389. Figlio di Niccolò, anch’egli pittore, “magistro Bartolomeo” risulta dapprima residente nella contrada di Sant’Eufemia, successivamente in quella di San Vitale; nel 1367 partecipa ad un’adunanza convocata con lo scopo di inviare una delegazione veronese a Venezia per trattare con il doge.
L’intera decorazione della chiesa di San Pietro Martire scompare all’inizio dell’Ottocento sotto uno strato di ridipintura e viene recuperata tra il 1884 e il 1896, con la demolizione degli intonaci. I due riquadri affrescati sulla controfacciata rappresentano le uniche opere certe di Bartolomeo, il quale appone sulla destra la sua firma, contestata più volte dalla critica che la riteneva falsa, ma la cui autenticità è stata confermata dal restauro del 1994. Entrambi i dipinti, con tutta probabilità realizzati in contemporanea, sono inseriti in un’unica incorniciatura continua. Il riquadro di sinistra raffigura una Madonna con il Bambino, San Giorgio, Santa Caterina e un devoto inginocchiato; ugualmente, a destra sono rappresentati una Madonna con il Bambino, San Giorgio e un devoto, e una santa non identificata. In particolare sono da sottolineare la morbidità della veste rosata della vergine e il volto fortemente chiaroscurato di San Giorgio, che rappresenta già un esempio di pittura “cortese”, ragion per cui la datazione rimane sospesa tra la fine del XIV secolo e i primi anni del XV.
(A questo proposito, recentemente è stata ipotizzata una collaborazione, nella realizzazione dei due dipinti, tra Bartolomeo e il nipote Giovanni Badile, autore del sottostante affresco raffigurante la Madonna e i santi Antonio abate e Giorgio. Giovanni, attivo in città fino alla metà del XV secolo, esegue altre opere all’interno della chiesa di San Pietro Martire: una Madonna dell’Umiltà tra i Santi Leonardo e Antonio abate, un affresco raffigurante San Pietro Martire, e il polittico cosiddetto dell’Aquila, ora conservato a Castelvecchio.)
A Bartolomeo sono stati attribuiti inoltre la Madonna e quattro Santi sul pilastro adiacente all’ingresso laterale della chiesa di Sant’Anastasia e un affresco votivo nella chiesa di San Zeno raffigurante l’Abate Cappelli e i suoi monaci presentati alla Vergine, datato 1397. Alcuni affreschi nella chiesa della Disciplina a Bardolino sono stati staccati negli anni Sessanta del secolo scorso e non sono più rintracciabili.

Per maggiori informazioni sull'argomento consultate:

Pisanello. I luoghi del gotico internazionale nel Veneto, a cura di F. Aliberti Gaudioso, Electa,1996.

Vittorio Cavazzocca Mazzanti, I pittori Badile, in “Madonna Verona”, 1912, n. 2, fasc. 22.

Enrico Maria Guzzo, Per Giovanni Badile e una rilettura di alcuni fatti della pittura gotico-internazionale a Verona, in “La cappella Guantieri in Santa Maria della Scala a Verona”, a cura di Mauro Cova, Banca Popolare di Verona, 1989.


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