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L’armamento di Cangrande I della Scala |
di Fabio Carlo Sansoni Un evidente esempio di intercomunicazione tra studio della storia dell’arte e studio delle armi è perfettamente rappresentato dal monumento funebre di Cangrande I, ovvero la statua equestre del condottiero posta sulla sommità dell’arca, la sfarzosa tomba del più grande esponente della signoria scaligera. Osservando questa splendida scultura possiamo ricavare moltissime informazioni sull’armamento di un nobile cavaliere italiano del Trecento. ![]() Il cavaliere è armato di barbuta con camaglio di maglia ad anelli, fissato a ricasco per proteggere l’aghetto di assicurazione e munito di nasale rovesciabile. L’armamento del capo è completato dal grande elmo gettato sulle spalle il quale è sormontato da un cimiero che riproduce il muso di cane alato (emblema della signoria scaligera e simbolo del connubio tra la famiglia della Scala e l’Imperatore tedesco). Il corpo del guerriero è sicuramente coperto da un’ imbottita sopra la quale indossa un usbergo di maglia di ferro, una corazza corta (un pettorale probabilmente a placche d’acciaio), il tutto ricoperto da una stoffa preziosa lavorata forse a ricamo con l’emblema della famiglia, la scala a quattro pioli. Sul petto vediamo degli occhielli metallici usati probabilmente per reggere le catene d’arme, necessarie per reggere l’elmo sulle spalle e/o le armi bianche quali la spada e la daga. L’usbergo che indossa Cangrande probabilmente non era un pezzo unico: se si sommano il peso di una giubba imbottita, di un usbergo a maglia metallica a manica a tre quarti e quello di una corazza a placche (anche solo il pettorale) si ottiene un peso che di certo sarebbe stato eccessivo ed insopportabile per un cavaliere. Si potrebbe quindi presumere che sotto la corazza a placche il cavaliere non indossi un usbergo intero e che le maniche siano a se stanti. Gli antibracci sono in cuoio bollito rinforzato da listelli metallici e borchiati. Le mani di Cangrande sono ben protette da un paio di manopole a lame parallele (simili a dei guanti a clessidra). Le gambe del cavaliere sono chiuse in protezioni di cuoio bollito e borchiato, allacciate all’interno della gamba per offrire maggior sicurezza, mentre le ginocchia sono protette da ginocchielli forse fatti di metallo. Le scarpe sono a lamine e dotate di speroni, ovvero degli sproni a rotella. ![]()
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